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Un’infezione latente

Un’infezione latente

(2 recensioni dei clienti)
Ettore Catalano

Un'infezione latente

Un efferato delitto a sfondo razziale nella terza indagine del commissario ostunese Tanzarella

Collana: Indizi
Anno di pubblicazione: 2020
Numero di pagine: 112
ISBN 978-88-6194-487-9 Categorie , Tag , ,

Prezzo

15,00

La notte di Capodanno un duplice omicidio e un incendio doloso nella villa di un imprenditore agricolo impegnano in una nuova indagine il commissario Tanzarella e la sua vice. Dovranno scoprire i responsabili di un efferato delitto a sfondo razziale e fronteggiare un complicato ricatto a opera di una banda di delinquenti italiani e slavi.
Muovendosi in una intricata tela di ragno di violenze, di intimidazioni e di latenti pregiudizi, il gioco delle circostanze e delle ambiguità finirà con il costringere anche il commissario ostunese a fare i conti con le proprie convinzioni sulla giustizia, rovesciando perfino ipotesi investigative apparentemente solide, naufragate nel fragile tessuto di una società sempre più intrisa di paura e di odio.

Ettore Catalano

Ettore Catalano ha insegnato Letteratura Italiana nelle Università degli Studi di Bari e del Salento, in cui è ora professore onorario. Si è occupato della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento, non trascurando i contemporanei e la letteratura regionale. Molti suoi contributi sono dedicati all’analisi delle problematiche legate alla messinscena teatrale e alla drammaturgia otto-novecentesca. Tra le ultime opere dell’autore, ricordiamo, per Progedit, La metafora e l’iperbole. Studi su Vittorini (2007), la cura di Letteratura del Novecento in Puglia. 1970-2008 (2010, II ed.), Le caverne dell’istinto (2011), Per altre terre. Il viaggio di Ulisse (2012), la cura di El otro, el mismo. Proiezioni autobiografiche nella letteratura italiana (2012), Strategie di scrittura nella letteratura italiana (2013, Premio “Carlo Levi” 2014), I cieli dell’avventura. Forme della letteratura in Puglia (2014). Per lo stesso editore ha esordito nella narrativa con Rosso Adriatico. Il delitto della lamia (2018), seguito da Un mare di follia (2019).

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2 recensioni per Un’infezione latente

  1. Daniela Marazita (proprietario verificato)

    Ho appena finito di leggere il terzo noir di Catalano e non so da dove cominciare.
    Confermo di essere catturata dalla capacità che ha di indagare nell’intricata rete dei sentimenti umani, di affondare nel sommerso imprevedibile di insospettabili criminali, nello svelare come proprio la casualità può portare a commettere reati gravissimi, a volte “solo” per difendere un generico e sacrosanto diritto ad un “quieto vivere” o per incolpevole ignoranza.
    Il tuo talento si raddoppia perché l’autore, portatore sano di tale raffinata capacità indagativa, feconda il personaggio del commissario che in ogni occasione narrativa affina la propria identità, ne perfeziona la personalità, cresce insieme alle proprie contraddizioni e alle debolezze, in modo assolutamente coerente e verosimile.
    Tanzarella è un gigante che non vuole prendere troppo spazio e invece la sua vita solitaria e popolosa al tempo,
    ne conforta mille altre mettendo involontariamente a confronto categorie di “bene” e ” male” senza l’ostentazione di chi sa di essere nel giusto.
    La sua forza sta nella certezza di conoscere i propri limiti e nel bisogno di continuare a cercare, per continuare ad esistere o forse solo per combattere un’insonnia che immalinconisce ma al tempo stesso attrae.
    Nel silenzio notturno della luce molto accade: si esorcizza la paura, si vive una passione segreta,
    si coltivano odio e ignoranza e banalmente il male può accadere.
    ………….
    Complimenti, commissario, in tempi di pandemia, da parte di tutti noi, dolorosamente consapevoli intermittenti, che un’infezione latente di odio cova nell’essere umano, oggi sempre più confuso e vulnerabile.

  2. Vittoria Defazio (proprietario verificato)

    Ho appena finito di leggere “Un’infezione latente”, del Professor Ettore Catalano e mi preme complimentarmi con l’autore in quanto sono stata catturata dalla trama avvincente, dalla scrittura elegante, dai luoghi e dai personaggi, in primis, dal Commissario Tanzarella. Egli, in un climax crescendo, che inchioda il lettore alle pagine, ha risolto i due casi avvenuti la notte di Capodanno, quello dell’incendio della villa di Ciracì e quello della morte di due musicisti, attraverso un’indagine che, per giungere alla verità, scavalca l’ovvio e si addentra nel groviglio della complessità dell’animo umano. Il commissario Tanzarella, animato dalla compassione che lo contraddistingue, non si limita a scoprire i responsabili dei misfatti, ma arriva alla genesi del male e a quei moventi “latenti”, che sono a monte dell’odio, dell’efferatezza e della violenza.
    La grande e raffinata cultura del commissario Tanzarella fanno di lui non un personaggio, ma una Persona che si ha piacere di incontrare ancora attraverso un nuovo caso. Io e i suoi tanti fans attendiamo il prossimo. Intanto, grazie all’autore per questo suo nuovo giallo coinvolgente e consigliatissimo.
    Vittoria Defazio

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