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Qwerty n. 2/2007

Qwerty n. 2/2007

AA.VV.

Qwerty n. 2/2007

Un contributo alla riflessione sulla relazione tra tecnologie e formazione universitaria, con un approccio multidisciplinare.

Anno di pubblicazione: 2007
Numero di pagine: 100, con ill. in b/n
ISBN 1828-7344-72 Tipologia

Prezzo

15,00

Che cosa è “Qwerty”?
Pubblichiamo il secondo numero di “Qwerty” del 2007, la rivista ufficiale dell’Associazione CKBG (Collaborative Knowledge Building Group), comunità di scambio di idee e di collaborazione tra ricercatori che si interessano di formazione in ambienti online. Ciò che li accomuna è la passione per l’apprendimento collaborativo e l’interesse per gli ambienti tecnologici in grado di supportarlo. La rivista sviluppa la ricerca e la riflessione in questo settore e si rivolge a quanti si interessano all’uso di tali tecnologie in contesti scolastici, formativi, sociali e di ricerca universitaria. Si propone come forum di discussione sull’uso delle tecnologie in contesti educativi e di formazione, considerando gli aspetti culturali, sociali, pedagogici, psicologici, economici, professionali.

Indice del numero 2/2007
Il numero 2/2007 di “Qwerty” è uno speciale in lingua francese dedicato alla ricerca ENTICE, realizzata nell’ambito del progetto “Université Numérique en Région Languedoc Roussillon”, il cui obiettivo generale è definire le potenzialità d’impiego di tecnologie e servizi disponibili entro gli Spazi Digitali di Lavoro (SDL). I vari contributi mirano ad evidenziare come gli SDL sono integrati nelle pratiche di insegnanti e studenti.
L’articolo di Charnet mette in evidenza una delle metodologie usate in questa ricerca, ovvero l’etnografia basata sulle videoregistrazioni, e confronta l’analisi degli eventi pubblici, destinati alla formazione, con l’analisi dei momenti di effettivo uso degli SDL.
L’articolo di Mathieu esamina le pratiche pedagogiche centrandosi su uno degli elementi costitutivi dello SDL.
Gli altri articoli pongono il problema della valutazione del software. Monino, Melançon e Popova esaminano le dimensioni che intervengono nella relazione tra l’indice di soddisfazione e l’oggetto valutato (ovvero l’impiego degli SDL).
Bonu centra il suo articolo sulla natura interattiva del formarsi dell’opinione degli attori circa il processo d’innovazione.
La peculiarità di questo numero speciale è dunque quella di contribuire alla riflessione scientifica, sulla relazione tra tecnologie e formazione universitaria, con un approccio multidisciplinare.

Perché si chiama “Qwerty”?
È il modo con cui viene denominata la tastiera europea. Si tratta delle prime sei lettere della riga più in alto nella tastiera e quest’ordine è stato introdotto perché, quando si cominciarono a usare le macchine da scrivere con le tastiere rispettose dell’ordine alfabetico, la gente andava troppo veloce e i tasti si aggrovigliavano. Allora furono mescolate le lettere in modo da rallentare la scrittura, ma successivamente, nonostante questo problema sia stato completamente superato, la tastiera è sempre rimasta tale. “Noi crediamo” commenta la direttrice Beatrice Ligorio “che questa sia una buona metafora dell’intreccio tra cultura e strumenti tecnologici. Infatti, le tecnologie basate sul computer costituiscono degli artefatti culturali presenti con diversi gradi di profondità nelle attività quotidiane di studio e di lavoro degli individui, dei gruppi sociali e delle istituzioni”.

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