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Il respiro della vita

Il respiro della vita

(2 recensioni dei clienti)
Anna Conte

Il respiro della vita

La storia di Anna dal trapianto bipolmonare al momento in cui si riappropria della sua esistenza.

Collana: Iris
Anno di pubblicazione: 2017
Numero di pagine: 88
ISBN 978-88-6194-338-4 Tipologia

Prezzo

12,00

Anna racconta il lungo e travagliato cammino che percorre dal momento in cui viene sottoposta al trapianto bipolmonare fino ai giorni in cui, lentamente, si riappropria della sua esistenza.
Dai meandri oscuri del limbo ai bagliori della luce. Una presenza rassicurante, tuttora presente nella sua vita, le dà un aiuto per attraversare il tunnel.
Un profondo percorso introspettivo fa emergere i sentimenti che caratterizzano la sua vita e che la rendono forte e determinata: la sofferenza, la solitudine e la gioia della rinascita.
Il tutto è condito con un po’ di ironia, l’ironia di chi, sul suo tacco 12, continua a stare in bilico sulla vita.

La collana Iris

Iris è la nuova collana di letteratura che racconta il coraggio delle donne e degli uomini di oggi e di sempre, con le loro storie, le loro emozioni. I temi riguardano essenzialmente la vita, la morte e i sentimenti, momenti cruciali dell’esistenza: l’amore, l’amicizia, il dolore, la malattia, l’incedere inesorabile del tempo; le cicatrici, la forza e la voglia di vivere.

In una trilogia (Tacco 12, Il respiro della vita, La vita su un like) una donna racconta come si combatte un male terribile, la sclerodermia, con la “normalità” di una vita fatta di impegno, di lavoro e di relazioni. Si chiama Macolé la protagonista del romanzo omonimo, una giovane che si riscatta con un delicato amore da un terribile marchio di violenza impresso nei ricordi della sua giovinezza. In Non mi senti tre fratelli abbracciano un percorso sperimentale di scandaglio interiore per aiutare il padre affetto da Alzheimer. In Come il rombo di una Harley la giovane protagonista viene invischiata in un esilarante “triangolo”: lei, lui e… l’altra, una mitica Harley Davidson. In Ultima notte di confidenze, Oratina, nella veglia al marito morto, trova il coraggio di confidare gioie e dolori all’uomo che è stato in realtà un marito di parvenza. Le donne di don Salvo racconta le vicende di quattro donne dalle storie annebbiate, confuse, in bilico tra bene e male, tra odio e amore. In La tagliatrice di tende, noir ambientato nella Bari inizio Novecento, si staglia la figura di Peppa la pazza e si snoda il suo terribile segreto. Infine, in Abbracci, Lorenzo si muove tra desiderio e ricordo, tra incontri inaspettati e gesti vitali, alla ricerca di uno stato di equilibrio interiore e sociale che gli restituisca il valore dei rapporti familiari e amichevoli.

Anna Conte

Anna Conte è nata a Latronico (Pz) nel 1965, è architetto ed esercita la libera professione. Sue poesie sono comparse nelle raccolte Viaggi di versi. Nuovi poeti contemporanei (a cura di Elio Pecora, Roma 2013), I poeti contemporanei (a cura di Elio Pecora, Roma 2014), Bangladeshelp. Più istruzione, più sviluppo (a cura di Santa Vetturi, Bari 2014), Banglanepalove. La solidarietà della cultura (a cura di Santa Vetturi, Bari 2015), sulla rivista internazionale per il mondo dell’arte e della cultura “Le Muse” (Reggio Calabria, 2017). Il racconto Carismatica e imponente è apparso in La stanza accanto, collana Radici e Memorie (a cura di Luca A. Conte, Edizioni Regione Basilicata, 2010). Per Progedit ricordiamo Tacco 12. In bilico sulla vita (2014), più volte ristampato, Il respiro della vita (2017) e La vita su un like. Confessioni di una funambola (2019).

Tacco 12

Anna Conte

Tacco 12

Anna Conte

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2 recensioni per Il respiro della vita

  1. Luca Conte

    Luca A. Conte
    Dottore in Scienze Religiose

    Latronico lì, 29 giugno 2017 ore 8,40

    Carissima Anna,
    ho letto finalmente il tuo secondo libro, la tua seconda Opera, anche questa volta non ho esitato, un solo attimo, nel mettermi a scrivere di getto qualche mia considerazione.

    Ti avevo assicurato che una volta terminati gli impegni scolastici avrei dedicato un po’ dl mio tempo alla tua Opera e così è stato.

    “Il respiro della vita” l’ho portato con me a Roma e a Rionero, per tenermi la mente occupata durante alcuni tempi lunghi di visite e terapie oncologiche, di mia sorella, e così è avvenuto.

    Quando tre anni fa mi trovavo a scriverti in merito al tuo primo lavoro “tacco 12”, ti dicevo che era un vero inno alla vita, e dicevo bene!

    Oggi con “Il respiro della vita” non solo hai aggiunto un tassello di colori e di poesia a quell’inno alla vita, ma lo hai reso ancora più percepibile , anche solo attraverso la lettura ,ad ognuno di noi, ai tanti che certamente ti leggeranno, a chi vorrà criticarti, a chi vorrà contestarti, anche a chi, non si è mai accorto di quell’”arazzo meraviglioso” fatto di colori che sfumano e degradano, di suoni che si percepiscono anche in lontananza, di ansie, di profumi di camini accesi, di situazioni e stati d’animo che si placano davanti allo “spettacolo senza tempo” che è il Creato, per noi dono di Dio.

    Complimenti!

    Per come hai saputo articolare il tuo scrivere;

    per la ironica delicatezza con la quale ti sei descritta, ancora una volta per quei lettori che non hanno la fortuna di conoscerti personalmente , e sono immagino tanti;
    per la descrizione che riesci a fare ed offrire dell’amore, che va ben oltre la banalizzazione, seppur gratificante, nella quale, spesso, lo collochiamo;

    per la bella fotografia che riesci ancora una volta a scattare e trasmetterci della tua famiglia, composta dal tuo Francesco-Pino, dai tuoi carissimi Chiara-Linda, Alì-Biniam, verso quest’ultimo, in qualche modo, mi sento anch’io un po’ affettivamente legato.

    Mi hai fatto ritrovare, anche qualche vivo sentimento di bella religiosità e soprattutto di Fede, fatta di parole semplici, di gesti delicati che nessuna Laurea o nessun Dottorato in Teologia insegnano mai, ma chi si imparano dalla Cattedra della vita!

    E’ il caso della bellissima preghiera “ti saluto bella Regina” che riporti a pagina 21, così come infinite volte recitata dalla tua cara nonna nella sua vita.

    E’la fede delle persone semplici, delle persone che non fanno le “prediche” (come questa mia), delle persone, come te, che fanno o hanno saputo fare della loro vita un Inno di lode a Dio.

    Non citi mai direttamente, se non sbaglio, Nostro Signore Gesù Cristo, ma questo mi ha aiutato a maturare una considerazione: chi porta già in qualche modo nella propria vita la Sua Croce, non ha bisogno di citarlo a ogni pie’ sospinto, vive con Lui e di Lui.

    Una ulteriore riflessione che ho riscoperto, a partire dal tuo “Il respiro della vita” è che una sola Bellezza ha salvato il mondo.

    E’ una Bellezza, la Bellezza vera, che non tramonta, che possiamo rifiutare o afferrare, e che si rivela a noi ogni giorno sempre di più come vivibile, amabile, unica, vera, eterna, desiderabile, tangibile, vicina, fraterna, paterna … .

    Hai avuto la fortuna di vivere, soprattutto il tuo tempo universitario, a Milano,la grande Milano della Fede e dei Grandi Santi, oltre che la Milano che lavora e che produce.

    Sono certo che quando parlerò di Carlo Maria Martini, almeno il suo nome non ti suonerà nuovo, forse ti verrà alla mente qualche suo scritto o qualche sua riflessione da lui offerta alla chiesa Ambrosiana e di riflesso, al mondo.

    Ne ho riscoperto ultimamente uno davvero interessante!
    Bene, cara Anna, lui in una sua opera, una lettera pastorale del 1999, in vista del grande Giubileo del 2000 così scriveva : “… sempre più mi è entrata nel cuore la domanda che Dostoevskij, nel suo romanzo L’idiota, pone sulle labbra dell’ateo Ippolit al principe Myskin. “È vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la “bellezza”? Signori – gridò forte a tutti – il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza… Quale bellezza salverà il mondo?”.Il principe non risponde alla domanda (come un giorno il Nazareno davanti a Pilato non aveva risposto che con la sua presenza alla domanda “Che cos’è la verità?” (…)
    A me sembra, carissima Anna, che di fronte a tante domande c’è una sola risposta, e così come affermava il card Martini, la Bellezza che salverà la nostra vita e il mondo è “l’amore che condivide il dolore”, la mite bellezza che il Crocifisso risorto porta a questa umanità cinica e crudele”.

    Tu, con i tuoi scritti, e con i tuoi “silenzi” eloquenti, magari di fronte ad un viale alberato milanese agitato dal vento e dall’acqua, così come ad un tramonto autunnale o primaverile goduto dalla terrazza della tua casa a Latronico, Capadavutu, ci stai educando a saper cogliere la Bellezza, che direi filosoficamente nelle Persone e nel Creato semplicemente è “partecipata”.

    Grazie Anna,

    Grazie per aver scelto di dare a Colei che ritieni essere forse la donatrice di quei polmoni che oggi sono tuoi, il nome di Elena.

    Non so se lo hai fatto per caso o se già eri a conoscenza del significato letterale del nome stesso. E’ bello sapere che il nome Elena deriva dalla parola greca helene il cui significato letterale è “torcia” o “fiaccola”; oppure “che brilla, brillante”, “persona che brilla”.

    Tu così hai descritto questa figura che ti è apparsa in sogno, che ti ha condotto attraverso il “tunnel” verso la “luce”. Solo una persona che brilla può essere chiamata a tale compito.
    Carissima, il tuo libro è un inno alla vita, a quella fin qui vissuta , e al lunghissimo tratto che ancora dobbiamo vivere.

    Veramente brava! Sei riuscita a catturarmi ancora una volta nella lettura di un tuo lavoro, hai confermato di possedere una bella fluidità di penna.

    Complimenti ancora !

    Anna, anche se spesso tutto ci sembra fatica, dolore, intreccio, interruzione, ripresa, confusione, sappi che è solo la fatica che non ci consente di riuscire a leggere nel verso giusto il capolavoro artistico della Bellezza della vita nella sua pienezza.

    Siano Chiara, Alì e Francesco i pennelli con i quali dipingerai per te stessa e per noi quell’ ”arazzo” meraviglioso di cui ci hai parlato nel tuo libro! Goditeli, per mille anni ancora! Ad maiora !!!

  2. Maria Pia Sozio

    Con Maria Pia Sozio Sozio

    Cara Anna,

    venerdì scorso ho pensato di dedicare un po’ di tempo a me e a te.

    Mi sono alzata dal letto come tutte le mattine intorno alle 6.00 , ho cercato di sbrigare tutti i lavori per rassettare la casa e alle ore 9.00 ho fatto la mia buona colazione ,che ogni mattina mi da la carica per affrontare la giornata e che mi sforzo di fare perché devo assumere farmaci che non posso assumere a stomaco vuoto. Fatto tutto questo mi sono seduta nella mia comoda poltrona , ho inforcato gli occhiali ed ho iniziato a leggere il tuo libro “Il respiro della vita” .Confesso che già dalle prime righe lette sono stata pervasa da una grande emozione ma che volutamente frenato per poter godere del tuo scritto e per consentire a me stessa di fare delle considerazioni importanti.
    Mi sono subito detta :questa piccola fragile donna , che tutti consideriamo una donna coraggio, sarà davvero coraggiosa?
    Sappiamo quante voragini ci sono dentro di Lei? Sappiamo capire la sua grandissima sofferenza quotidiana che ha affrontato da anni e che ancora affronta? Non so se ognuno di noi potrà farlo. Nonostante queste considerazioni tra me e me , ho continuato a leggere e più leggevo e più mi rendevo conto che il racconto era sincero e toccante ed a volte anche ironico. Mi ha colpito molto il giogo della mattonella , cercare di stare con il piede all’interno del riquadro della mattonella e non calpestare la fuga, lo facevo anch’io da piccola.. Mi ha colpito nonostante i problemi e le angustie ,che ti hanno sempre accompagnato,quanta voglia di distribuire amore: al tuo amore in primis e poi ai tuoi figli, ai tuoi famigliari. L’amore per la tua terra , dove non vedevi l’ora di tornare dopo l’intervento per riassaporare i profumi del luogo , godere dei panorami , rivedere i tuoi cari, i tuoi amici e la preoccupazione che ,dopo tanto tempo di assenza, i tuoi amici potessero essere cambiati . Credo che quando si ha il dono dell’amore ,la vita , bella o con problemi , si affronta in modo diverso da chi non ha questo dono ,significa amare disinteressatamente , come fai tu. Per me, e spero per tanti che avranno la fortuna , perché di questo si tratta, di leggere il tuo libro , sarà importante riflettere e godere della vita nel migliore dei modi con la consapevolezza che non siamo eterni ma che assaporare la vita è esaltante e bellissimo . Questo libro secondo me lo potrà leggere chiunque , non solo le persone malate di sclerodermia o di altre malattie . Il libro potrà essere letto da tutti perché rappresenta una scuola di vita per tutti . Per certi versi, e sicuramente in modo diverso, so anch’io cos’è la sofferenza , il dolore che non ti fa respirare e che spesso ti fa pensare a gesti estremi ,ma poi prevale l’amore …e con grinta ,con la fronte alta e gambe in spalla ,si va avanti sperando in tempi migliori, sperando di non fermarsi e di percorrere una strada senza curve ,un rettilineo ben asfaltato per raggiungere più agevolmente la meta . Quella meta che è: la gioia di vivere.
    Ciao Anna

    Ti voglio benissimo !!!

    Maria Pia Sozio

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