Città contadine

Città contadine

Giuseppe Poli

Città contadine

Perché la Puglia ha una struttura urbana in cui prevalgono le città contadine? Per rispondere al quesito l’autore esamina le caratteristiche assunte dalle campagne pugliesi nell’età moderna.

Collana: Università
Anno di pubblicazione: 2004
Numero di pagine: 240

Prezzo

16,50

Esaurito

Perché la Puglia ha una struttura urbana in cui prevalgono le città contadine? Per rispondere a tale quesito l’autore esamina le caratteristiche assunte dalle campagne pugliesi nell’età moderna riconducendone gli assetti fondamentali all’interazione dei fattori di ordine sociale, economico, istituzionale, geografico e ambientale. L’organizzazione del paesaggio agrario rispecchia la diversità delle realtà urbane che contraddistinguono le comunità pugliesi, la cui struttura socio-professionale è significativa della loro dinamicità e condiziona il coinvolgimento nella modernizzazione alla fine dell’Antico Regime. A partire dall’inizio dell’età moderna si consolidano forme antitetiche di sfruttamento del suolo che riconducono a realtà socio-economiche diverse. Dove prevalgono le colture arboree e arbustive, si consolida una società rurale più dinamica e più aperta ai processi di modernizzazione. Essa scaturisce da un’economia rurale fondata sulla marcata diffusione della piccola e media proprietà fondiaria, che determina una articolazione di condizioni e di profili socio-professionali altrove più difficilmente riscontrabili. Dove, invece, la concentrazione della terra è nelle mani di grossi proprietari di estrazione laica o ecclesiastica, unitamente all’esistenza di ampie superfici demaniali, determina la prevalenza della monocoltura granaria e della pastorizia nomade, come nella Daunia piana, anche la società appare condizionata da una minore vivacità e da una semplificazione delle condizioni sociali. Popolazione, articolazione socio-economica e vivacità culturale costituiscono il risultato di una lenta evoluzione, le cui manifestazioni si colgono già all’inizio dell’età moderna, si consolidano nei primi due secoli di questo periodo e si definiscono nel corso del Settecento. Gli sviluppi successivi sono il trascinamento inerziale di queste premesse che il miglioramento delle condizioni generali dell’Ottocento contribuiscono a far esplodere e a rafforzare ulteriormente.

Giuseppe Poli

Giuseppe Poli è docente di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bari. Fa parte della redazione di "Risorgimento e Mezzogiorno" e del comitato scientifico della "Rassegna Storica Lucana". È autore di numerosi contributi sulla società e sull'economia meridionale durante l'Età moderna. Tra i suoi lavori più recenti si segnalano, per Cacucci, la cura del volume Le inchieste europee sui beni ecclesiastici Confronti regionali secc. XVI-XIX (2005) e, per Progedit, Città contadine. La Puglia dell'olio e del grano in età moderna (2004) e L'anima e la terra nel Mezzogiorno moderno (2008).

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