Quali valori e funzioni il design aggiunge agli oggetti e ai segni alimentari?
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È sempre più difficile parlare di design. Ma ancora più complesso è riflettere su quel design che si propone di lavorare “in cucina” e per l’alimentazione. Arredi, stoviglie ma, soprattutto, oggetti, i cibi, che per definizione oggetti non sono, negli ultimi anni sono stati sottoposti al vaglio critico e progettuale di un nuovo di tipo di design, il food design, che ha trasformato in bello quello che per secoli è stato semplicemente buono.
In un momento storico e culturale in cui il piacere del cibo ondeggia tra l’ortoressia, l’ossessione per la più corretta alimentazione, e una collettiva gastromania, siamo inevitabilmente indotti a chiederci: in che cosa consiste questa relazione tra food e design? Quali valori e funzioni il design aggiunge agli oggetti e ai segni alimentari? E perché oggi si sente il bisogno di un design del e per il cibo?
Lo scopo di questo libro è quello di riflettere su questi nuovi dilemmi dell’onnivoro contemporaneo.
Correda il volume una galleria di immagini di food design disponibili al seguente link:
https://www.progedit.com/fooddesign/
Loredana La Fortuna ha conseguito un dottorato di ricerca in Teoria del linguaggio e scienze dei segni. Collabora con l’Università degli Studi di Bari e con il Politecnico di Bari, cura la rubrica “Oggetti parlanti” sul mensile “Home!” e scrive di libri di design su “Exlibris 2.0”. Le sue ricerche sono analisi critiche dei fenomeni di moda e design in una prospettiva vicina alla sociosemiotica e agli studi culturali. Tra i suoi libri, La cucina di design (2016) ed È una questione di design (2023).
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