0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoTorna al sito
      Calculate Shipping
      Apply Coupon

        Su ilprimoamore.com Andrea Fiore parla di “Arte a Taranto. 1980-1990” di Antonio Basile e Gianluca Marinelli

        Su ilprimoamore.com Andrea Fiore parla di “Arte a Taranto. 1980-1990” di Antonio Basile e Gianluca Marinelli

        FONTE: “Arte a Taranto 1980-1990” a cura di Antonio Basile e Gianluca Marinelli – Il primo amore

        Nel corso degli ultimi decenni del Novecento, le contraddizioni legate alla forma di sviluppo che aveva preso piede a Taranto con la costruzione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, esplodono. I contraccolpi sul piano occupazionale, a cui si aggiungono il degrado della vita pubblica, l’ascesa di organizzazioni criminali e l’insidiosa questione ambientale, confezionano un’immagine della città e del proprio hinterland che alimenta non poche pagine cronaca nera. Malgrado la tragicità di tali vicende, la Taranto degli anni Ottanta e Novanta mostra una certa spinta propulsiva per quanto riguarda le sperimentazioni dell’arte contemporanea. È quanto viene messo in evidenza nella raccolta di saggi Arte a Taranto 1980-1990 (Progedit), curata da Antonio Basile e Gianluca Marinelli e con una prefazione di Salvatore Romeo, la quale ha il merito di portare alla luce aspetti inediti o scarsamente indagati dalla storiografia, lasciando emergere come la città dei Due Mari assuma i tratti di un cantiere aperto, in connessione con le avanguardie e il dibattito internazionale. Non pochi gli attori che entrano in gioco: si pensi al ruolo delle istituzioni pubbliche che supportano progetti espositivi negli ambienti di Palazzo Galeota o della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (ubicata nel Castello Aragonese), inaugurata nel 1979 con un’antologica di Nicola Carrino curata da Franco Solmi. C’è poi il Circolo Italsider, il sodalizio dei lavoratori dello stabilimento e punto di raccordo tra città e azienda, protagonista, almeno fino a tutto il decennio Ottanta, di progetti rilevanti sul piano culturale, e un variegato attivismo organizzativo che parte dal basso. In tal senso si citano le iniziative di artisti come Vittorio Del Piano, Giulio De Mitri e Delia Fischetti che agiscono in collettivi (Cooperativa Punto Zero, Laboratorio Arti Visive), promuovendo pratiche operative di impegno sociale e politico. Sul piano dell’esegesi spicca invece l’impegno militante di Piero Mandrillo, Giacomo Battino, Silvano Trevisani, Valerio Dehò, Giovanni Amodio e Franco Sossi, pronti a supportare i talenti del territorio e a valorizzarne i percorsi di ricerca. Appare emblematica, in particolare, l’esperienza di Sossi, raffinato lettore delle vicende artistiche in Puglia e nel Mezzogiorno, del quale vengono ripercorsi gli ultimi progetti curatoriali e le principali linee della sua riflessione critica. 
        La promozione dei linguaggi e delle poetiche contemporanee passa anche attraverso il contributo delle gallerie private. Appaiono rappresentative, così, l’intraprendenza di “Extra”, della quale viene ricostruita l’affascinante attività espositiva, e dello “Studio Carrieri”, nota per la diffusione del graffitismo e per la programmazione degli Incontri di Martina Franca, curati da Enrico Crispolti e Vittorio Fagone: convegni, mostre, esperienze relazionali-performative che annullano gli steccati tra le pratiche artistiche e inducono ad una rinnovata percezione dello spazio pubblico. 
        Tra i linguaggi in evidenza sicuramente la fotografia, il cui crescendo di interesse a livello internazionale conosce in Puglia, con la presentazione in anteprima alla Pinacoteca di Bari di Viaggio in Italia (1984), il celeberrimo progetto di Luigi Ghirri o la pubblicazione di Martina Franca Immaginaria (1981), di Mario Cresci, due tappe memorabili. Proprio Cresci, insieme a Uliano Lucas, Ciro De Vincentis, Pino Settanni e Ciro Quaranta, attraverso le loro rilevazioni fotografiche, stimolano la discussione sulle trasformazioni del territorio e sulle grandi problematiche del proprio tempo, offrendo contestualmente una riflessione metalinguistica. A restituire un quadro ulteriormente mosso, si aggiungono le vicende espresse dai centri della provincia. Si va dalla riscoperta dei pittori della cosiddetta “Scuola di Grottaglie”, alle esperienze di ceramica contemporanea; dalle esposizioni organizzate dal Consorzio turistico di Castellaneta Marina, al rinnovato percorso di Pietro Guida, veterano degli artisti pugliesi, che nel chiuso del suo studio di Manduria ritorna ad una plastica figurativa, dopo l’intensa attività astratto-costruttivista (rigorosamente in acciaio) degli anni Sessanta-Settanta. Si citano, inoltre, il ciclo pittorico Umanesimo tecnologico di Nicola Andreace, che opera a Massafra, e gli interventi di Sante Polito per Statte, intrisi di istanze antropologiche. 
        Il tema della reinterpretazione degli spazi urbani è invece al centro di un saggio di Stefania Castellana, che analizza il riassetto urbanistico di Piazza Fontana, realizzato da Nicola Carrino. Questo intervento, considerato un capolavoro vessillo dell’estetica post-moderna, viene esaminato insieme ai progetti di Luigi Canella, Giò Pomodoro e Pericle Fazzini, tutti concepiti per il capoluogo ionico e immersi in complesse questioni politiche e storico-sociali.
        Un mosaico rilevante, finalmente sottratto all’oblio e che aggiunge un tassello imprescindibile al riordino storico delle vicende dell’arte contemporanea nel Sud Italia.

        Data: martedì 20 Agosto 2024

        Iscriviti alla nostra newsletter

        * Campo obbligatorio
        A che lista desideri iscriverti?