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        Giuseppe Scaglione parla di “Il cappello sulla spiaggia” di Marilina Sepe sul blog “correlazioni”

        Giuseppe Scaglione parla di “Il cappello sulla spiaggia” di Marilina Sepe sul blog “correlazioni”


        Fonte: Una giornata al mare, per comprendere e per comprendersi. – Correlazioni

        Una giornata al mare, per comprendere e per comprendersi.

        Postato il  di correlazioniblog

        di Giuseppe Scaglione

        Ci sono città che non dormono, soprattutto d’estate. Un solo lungo sbadiglio le attraversa sino al tramonto, quando il calore si attenua e si gode del proprio respiro finalmente gonfio di frescura. Ci si siede in un ritaglio di ombra, su di una panchina sotto un raro albero, oppure al riparo del tendone di un bar, a prendere il fresco, una boccata d’aria. L’aria fresca si gusta con avidi bocconi e ha un suo profumo, un aroma delicato ben diverso dall’odore aggressivo del caldo. Di mattina, invece, stanchi aliti di vento afoso aleggiano sulla città ancora sonnolenta e si poggiano su tutti i balconi.

        È l’incipit del romanzo Il cappello sulla spiaggia (Progedit, 2022) della campana ma pugliese di adozione Marilina Sepe, ed è il suo esordio alla narrativa. Un ottimo esordio – va detto subito – con un testo che si distingue per la ben costruita figurazione progressiva con cui i personaggi prendono vita nel racconto, per la composta accuratezza della scrittura, sapientemente sospesa come una proposta di sintesi tra il minimalismo e l’eleganza, e per la profondità del tono narrativo specie quando affonda nell’usato (e da qualcuno abusato) tema della solitudine, un topos letterario che Sepe disimpegna invece con originalità. Tutto questo conferma un paradigma molto caro a chi scrive, ovvero che per cimentarsi nella narrativa è imprescindibile un consistente retroterra di “buone” letture. L’autrice, infatti, è tra i cosiddetti “lettori forti” e ogni pagina di questo libro ne è la prova.

        Ma la vera sfida che Sepe lancia a se stessa quale esordiente consiste nel perimetro temporale della trama, che si svolge tutta nell’arco di una singola giornata. Una scelta difficilissima, che ha visto il fallimento di molti altri esordienti, anche di qualcuno (abbiamo memoria) che in seguito è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo nella classifica delle vendite. Perché è un costrutto narrativo che postula necessariamente la padronanza nell’arte della scrittura, un’area concettuale dove la semantica degli enunciati deve esprimersi in un linguaggio che trasferisca molto con poco e quel poco deve essere perfettamente appropriato, per esempio secondo la lezione impartita da Maestri come Raymond Carver, Grace Paley, Georges Simenon. Una scelta vincente, per l’autrice, che le lezioni dei grandi scrittori sembra averle davvero comprese.

        Questo è vero anche per la costruzione dei personaggi: il protagonista di sentore pirandelliano Cavalier Attilio Crisafulli, anziano, pingue, ben educato, demodé; oppure Lucia, donna dal profilo psicologico che richiama certi personaggi di Brera o di Soldati, un po’ rezdora della Bassa e un po’ matriarca pugliese, ma di una emotività complessa, venata di dolce fragilità. Ecco, quello che balza evidente agli occhi del lettore è che i personaggi “stanno a cuore” all’autrice e, sebbene nella storia (che altro non è se non una giornata al mare) accade qualcosa che farà loro cambiare la visione che hanno di se stessi, sono già salvi. Che siano o meno quelli che nella vita “ce l’hanno fatta” sono però se stessi e i propri limiti li accettano tutti. Antieroi? Forse. Più che altro persone, non maschere. Forse in qualche passaggio della trama c’è della metafora, lucida e sorvegliata, mai retorica o astrazione. Sono persone, persone sospese su una felicità possibile, quella che viene dall’accettarsi. L’autrice dà loro un peso, una sostanza fisica e psicologica e le collega alla vita delle altre persone che hanno intorno a sé. Ed è forse il mare, la grande levatrice della vita, a favorire il tutto, come Sepe spiega e promette proponendo in esergo un pensiero di Franco Cassano: Nella confidenza con la grammatica dell’acqua c’è un’antica saggezza, il suggerimento della possibilità di un altro tempo.

        Data: domenica 19 Febbraio 2023

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