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Affaritaliani.it, per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante, dedica uno spazio a Trifone Gargano, curatore dell’edizione integrale con parafrasi della “Divina Commedia”

Affaritaliani.it, per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante, dedica uno spazio a Trifone Gargano, curatore dell’edizione integrale con parafrasi della “Divina Commedia”

Link all’articolo, con una interessante galleria fotografica: www.affaritaliani.it

PUGLIA ITALIA Sabato, 27 febbraio 2021 – 10:27:00

Trifone Gargano, i tweet fulminanti di Dante Alighieri

Nei ritmi danteschi della Divina Commedia i prodromi degli odierni post e twitt, che forniscono esempi di scrittura leggera, veloce, e fulminante.

Trifone Gargano, i tweet fulminanti di Dante Alighieri

Anche Affaritaliani.it – Puglia ha deciso di celebrare i 700anni dalla morte di Dante Alighieri, dedicando ogni week-end questo spazio per la pubblicazione di lavori ad opera di dantisti pugliesi o di autori, i cui articoli sono ispirati all’influenza del Somma Poeta sulla realtà pugliese in particolare o quella italiana in generale.

Trifone GARGANO Aracne

Dopo l’esordio in accoppiata con Mina, i riflettori accesi su Netflix con la fiction di successo con Sabrina, e le incursioni ne “La casa di Jack” di Lars von Trier, e l’incontro con Harry Potter nella saga di Joaanne K. Rowling, Trifone Gargano (Pugliese, Docente Didattica Lingua Italiane e Informatica per la Letteratura, nonché dantista e divulgatore letterario) s’inoltra nelle rapide fulminanti di Twitter che si specchiano nelle terzine di dantesca memoria. (ag)

di Trifone Gargano

Gli odierni post e i twitt forniscono esempi di scrittura leggera, veloce, e fulminante. Chi scrive post e/o twitt, infatti, non rilegge, e non corregge ciò che ha appena scritto, perché giudica prioritario essere online, far sapere al mondo intero la propria opinione, su di un determinato evento, su dina questione, e così via. Digita e posta.

Per Twitter, vige il suggerimento di scrivere testi di (soli) 140 caratteri (anche se, di recente, tale limite massimo è stato esteso). Per Facebook, di 240 caratteri, o poco più. Esperienze letterarie di scrittura leggera, grazie all’utilizzo dei protocolli comunicativi di questi (o di altri) social network, oramai, si moltiplicano. Alludo alla così detta Twitteratura, cioè, alla ri-scrittura di opere letterarie di tradizione, o di parti di esse, ovvero alla creazione di opere di nuovo impianto, così regolate. Analogie, tra questa scrittura social e alcune forme della tradizione classica sono rintracciabili negli epigrammi, negli aforismi, nei proverbi, e nei distici.

tastiera

La terzina dantesca è una strofe composta da tre soli versi endecasillabi. La prima terzina di ciascun canto ha il primo e il terzo verso in rima tra di loro; il secondo, invece, dà la rima al primo e al terzo della terzina successiva: ABA BCB CDC. In chiusura di successione, alla fine del canto, l’ultimo verso, che è un verso isolato, rima sempre con il secondo dell’ultima terzina: YZY Z. All’interno dei canti della Commedia, la sequenza delle terzine oscilla da un minimo di 115 versi, a un massimo di 160 versi; in ogni caso, questo numero è sempre divisibile per 3, con il resto di 1. In tal modo, la parte iniziale, e quella finale di ciascun canto, presentano due rime, rispettivamente, d’apertura, e di chiusura, che vengono chiamate rime rilevate (esse, cioè, ricorrono soltanto 2 volte, all’interno del canto).

If I catena rimica

Sostanzialmente, è stato Dante l’inventore di questo metro, desumendolo, certo, da forme precedenti. Ora, al di là della fonte metrica, sta di fatto che, con gli accorgimenti apportati da Dante, la terzina si è rivelata uno strumento espressivo di altissima versatilità. Ne è nato, così, un ritmo narrativo agile, e performativo, duttile, capace, cioè, di piegarsi a ogni necessità di registro espressivo (umilemedioalto). 

If I rima rilevata

Il rapporto tra sintassi e metro è stato studiato, classificando i casi di perfetta coincidenza tra terzina e unità sintattica. Per parte mia, qui, mi limito a suggerire di guardare alla terzina dantesca, e alla sua formidabile duttilità metrico-sintattica, dal di dentro degli stili della scrittura social (post e twitt), compresi i casi di intenzionale travalicamento sintattico dantesco dei limiti metrici. Le terzine, e i canti, che compongono il poema, sono entità metriche chiuse, ma, anche, aperte; nel senso che, proprio grazie alla formidabile invenzione dantesca di quella ben precisa catena rimica, essi posseggono questa duplice natura, di apertura e di chiusura. Diversamente, sarebbero stati frammenti linguistici. Poco più che balbettii.

twitteratura

Già nel 1902, Giuseppe Lisio notò, nel suo studio dedicato alla costruzione del periodo nelle opere volgari di Dante, che, in un totale di ben 4711 terzine, sono presenti 3422 periodi, di cui solo 288 non si chiudono con la singola terzina, ma la travalicano. Nel dettaglio: i periodi chiusi in una sola terzina sono complessivamente 2152; dunque, quasi la metà dell’intero testo del poema. Quelli che si chiudono su due terzine, sono 774; su tre terzine, sono 174; su quattro, sono 36; su cinque, sono 11; su sei, sono 5; su sette, sono 2; su otto e su nove terzine, un solo periodo, per ciascuna.

tre stili

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Ciascuna terzina dantesca conta poco più di 100 caratteri. Ben al di sotto, quindi, del limite massimo delle 140 battute prescritte dall’odierno protocollo di Twitter.

Per i periodi formati da due terzine, il numero di caratteri sale a poco più di 200, rientrando, in ogni caso, nei limiti suggeriti dal rispettivo protocollo di Facebook (240 battute).

Ricordo che le terzine che manifestano perfetta coincidenza tra sintassi e metro sono ben 2152, con un ritmo, dunque, che definisco fulminante. Invece, sono 774 i casi di doppie terzine, utilizzate, cioè, da Dante per chiudere l’unità sintattica. Agli occhi di un contemporaneo, dunque, Dante appare come un perfetto comunicatore social. Sommando, infatti, la prima con la seconda modalità comunicativa del poema dantesco, ci troviamo a 2926 terzine, nelle quali i due rispettivi odierni protocolli social di Twitter e di Facebook sono perfettamente rispettati (su un totale di 4711 terzine).

Post Fb

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Per tutti gli altri casi, per quanto riguarda, cioè, il numero di terzine superiore a due, utilizzate da Dante per costruire l’unità sintattica, parlerei di flame, parola che, oggi, nel linguaggio di Internet, allude a un intervento prolisso, insistente. Palese violazione della netiquette internettiana.

Applicando questo mio metodo di lettura social al canto I dell’Inferno, classificherei:

– twitt: 22 terzine (sintassi e metro in una sola terzina)

– post: 7 doppie terzine (sintassi e metro su due terzine)

– flame: 3 casi di sequenza ternaria (sintassi e metro su 3 terzine).

Ecco, qui di seguito, alcuni esempi, tratti dal canto I dell’Inferno:

balbettio

Twitt

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

[102 battute]

Post

Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.

[219 battute]

Flame

Temp’era dal principio del mattino,
e ’l sol montava ’n sù con quelle stelle
ch’eran con lui quando l’amor divino

tagul netiquette

mosse di prima quelle cose belle; 
sì ch’a bene sperar m’era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle

l’ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m’apparve d’un leone.

[318 battute]

Vista la predominante presenza del modello twitt, nel testo della Divina Commedia, l’invenzione di quella ben precisa catena rimica, che ho già illustrato sopra (ABA BCB CDC …), in quanto potentissimo collante metrico-sintattico, ha consentito al poeta di tenere assieme il racconto, evitando cioè che il discorso narrativo rischiasse di smarrirsi in balbettii linguistici. Così come accade di leggere, purtroppo, oggi, in rete, per molti twitt, ridotti a miseri (e languenti) cinguettii, senza alcun senso.

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