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L’autore guarda in retrospettiva oltre mezzo secolo di vita vissuta nei Tribunali per coglierne gli aspetti significativi legati agli uomini più che alle vicende giudiziarie.
Avvocati, magistrati, cancellieri sono i protagonisti indiscussi di questo racconto. Che rendono un quadro variegato e policromo appunto di una particolarissima umanità che agisce e si esprime nei palazzi di giustizia, creando una professione e un pianeta tanto suggestivi quanto per certi versi irripetibili.
I ricordi si sono riversati dalla mente in ordine sparso e una loro successiva selezione ha tenuto sempre presente l’esigenza di riportare comunque al lettore il bello e il brutto, il buono e il cattivo, l’esaltante e l’esecrabile di una avventura alla fine meravigliosa, rappresentata da una vita in toga.
Una semplice testimonianza. E anche un atto di fede.
Carmine Di Paola, nato a Barletta nel 1948, coniugato con tre figli, vive a Barletta. Studi classici, si è laureato in giurisprudenza nel 1970. Iscritto all’Ordine di Trani dal 1974, avvocato penalista, è stato Presidente della Camera Penale di Trani. Ha collaborato per alcuni anni nell’Istituto di Procedura Penale dell’Università degli studi di Bari. È stato componente di commissioni di esami per l’abilitazione alla professione di avvocato. A più riprese si è impegnato in politica. Per i tipi della Progedit ricordiamo le sue due raccolte di racconti: Era d’estate (2021) e Diritto di difesa (2022). Scrive versi mai pubblicati.
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