Alle origini della ricostruzione culturale del Sud
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La lotta degli studenti per l’istituzione di nuove facoltà nell’università di Bari rappresentò per la Puglia uno dei capitoli più significativi ma meno conosciuti della transizione dal fascismo alla repubblica. La cronaca di quegli eventi viene raccontata per la prima volta attraverso la testimonianza di alcuni protagonisti diretti e l’ausilio di documenti che gettano luce, tra l’altro, sulle politiche adottate dai ministri della Pubblica Istruzione, Adolfo Omodeo e Guido De Ruggiero, e dal provveditore agli studi Tommaso Fiore. I nuovi corsi di laurea, sorti dapprima come vere e proprie “istituzioni di guerra”, s’imposero successivamente quali centri d’irradiazione di uno sviluppo autonomo della ricerca scientifica e didattica, segnando l’opera di ricostruzione, culturale ed educativa, del Mezzogiorno.
Pasquale Calvario, avvocato, esponente della cultura liberale e riformatrice del Mezzogiorno, è stato tra i protagonisti della lotta politica nel secondo dopoguerra; successivamente consigliere comunale di Bari e consigliere nonché assessore alla Cultura della Puglia, ha fornito un importante apporto alla legislazione e allo Statuto regionali. Già vicepresidente dell'Associazione nazionale tributaristi italiani. Tra i suoi saggi, ricordiamo Ciò che non dissi a Bocca (1993), Liberalismo e libertà (1997), Caro Malagodi (lettere aperte, 1998).
Vito Antonio Leuzzi dirige l'Ipsaic. Autore di saggi sulla Puglia e il Mezzogiorno, ricordiamo, per Progedit, insieme a Pasquale Calvario, L'università di Bari. Nuove facoltà, lotte studentesche e politiche dell'istruzione. 1943-1945 (2001), nonché la cura, insieme a Giulio Esposito, di La Puglia dell'accoglienza (2006), Benvenuto Max (2007, in collaborazione con Giuseppina Boccasile) e, con Mariolina Pansini e Giulio Esposito, di Leggi razziali in Puglia con testimonianze e documenti (2009).
L’autore non ha pubblicato altri libri con Progedit.
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