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I libri della Quarantena: Rosalia Chiarappa recensisce “Abbracci” di Luigi Laguaragnella su www.cittameridiane.it

I libri della Quarantena: Rosalia Chiarappa recensisce “Abbracci” di Luigi Laguaragnella su www.cittameridiane.it

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Di seguito un estratto.

Quali libri vi hanno fatto compagnia nei mesi scorsi durante la quarantena? I libri sono stati durante il lockdown la nostra medicina per l’anima, per curare i nostri malanni da vita sospesa, il nostro senso di claustrofobia, la preoccupazione per il futuro e la nostalgia per gli affetti e la lontananza dai nostri cari.

I titoli della Progedit che abbiamo scelto

Noi abbiamo scelto tre titoli tra le proposte della casa editrice barese Progedit che a nostro avviso rappresentano al meglio ciò che abbiamo vissuto finora e che ci hanno aiutato a far passare senza noia questo tempo immobile della quarantena.

Il primo dei libri di cui vogliamo parlare è “Abbracci” di Luigi Laguaragnella. Un libro che già dal titolo si inserisce in un “prima” rispetto a ciò che stiamo vivendo, un periodo in cui la quarantena e l’obbligo di distanza sociale ci spingono a ragionare sulle emozioni e sui nuovi modi di comunicare affetto.

E allora ci chiediamo: sarebbe “guarito” Lorenzo, il protagonista che scrive in prima persona, dalla sua solitudine, sarebbe riuscito a venir fuori dalla sua prigione rappresentata dal vivere più nel web che fuori, come un solitario hikikomori, senza l’apporto decisivo degli abbracci?

Come avrebbe potuto riscoprire i legami con le persone, le emozioni e i desideri senza la possibilità di avere un contatto fisico, intenso anche se fugace, come è un abbraccio?

I nostri rapporti umani erano fatti di strette di mano, pacche sulle spalle, complicità fisica e abbracci, appunto. Con l’avvento del Covid-19 tutto questo è scomparso perché è diventato vietato stare a meno di un metro dagli altri, mentre è obbligatorio nascondere i sorrisi dietro una mascherina.
Oggi subiamo la mancanza di abbracci e forse domani li apprezzeremo di più, ma già siamo consapevoli che ripercorrere quel metro che ci separa sarà molto difficile: la giusta distanza sarà un equilibrio tutto da reinventare.




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