“Scritti di psicocritica” di E. Castrovilli recensito dal Giornale di Puglia

“Scritti di psicocritica” di E. Castrovilli recensito dal Giornale di Puglia

 

Gli Scritti di psicocritica di Enrico Castrovilli
di Teresa Gentile

È un’avventura dell’anima leggere il recente testo “Scritti di psicocritica” (Progedit) del Prof. Enrico Castrovilli. Un testo che, in modo certosino, indaga profili psicologici di poeti e narratori italiani contemporanei. Già la copertina ci intriga con l’immagine di due mele verdi, simbolo dell’io interiore frizzante, vivo, libero da ogni condizionamento ma ricoperte in parte da due maschere grigie, che rappresentano in pieno la naturalezza dell’io bambino, la sua sincerità intessuta di cari ricordi, delusioni, speranze. Invece la maschera grigia che copre in parte ognuna di esse rappresenta ciò che impone il “ruolo” che è opportuno recitare nella società con i suoi riti, il galateo, le leggi da far valere solo per pochi danarosi privilegiati, la fragilità di confine tra bene e male, diritti e doveri, fragilità ed eroismo nel quotidiano. Ed è poi affascinante lasciarci amabilmente prendere per mano dall’autore e farci guidare a sentirci partecipi di un attraente panorama di letture “psicocritiche” che egli ci propone pur essendo medico psicologo di formazione analitica e letterato, oltre che raffinato narratore e certosino ricercatore di onde spirituali anomale,o pervase di amore, delusione, certezze, speranze, deliri, amore profondo, comunicabilità, incomunicabilità espresse da vari narratori e poeti di generazioni diverse. Fa questo nella consapevolezza che ogni scrittore sia detentore di una propria verità, abbia dubbi e domande di particolare intensità emotiva perché collegati a precise problematiche familiari, sociali o affettive e scrivendo, sia portato a proiettare nelle parole un suo mondo soggettivo che chi legge mai potrà pienamente indovinare se non si accosta con amore, costanza, umiltà e impegno certosino alla lettura di tutta l’opera d’ogni autore. Essa,infatti, rispecchia sempre frammenti di storia, passioni e mille emozioni ed è questo che ci offre la chiave di lettura migliore per leggere e condividere il messaggio d’ogni scrittore e ricomporne integra l’immagine della sua vera interiorità scoprendo in essa bagliori d’arcobaleno e non il grigio della maschera dell’inconoscibilità.

In alcuni scrittori tale incomunicabilità delle proprie emozioni li porta a creare narrazioni in cui la realtà spesso si sfalda in una pluralità di frammenti che non hanno un senso complessivo. Ma con un’opera certosina di psicocritica si giunge a ricomporre il mosaico della vera interiorità estetica dì ogni scrittore, si riscopre il suo vero io interiore privo di maschera e si genera una sorta di opera polifonica capace di aprir la strada a prospettive diverse, a più voci, capaci di intersecarsi e rafforzarsi senza mai opporsi o frantumarsi vicendevolmente dando vita ad un armonioso messaggio di natura cosmica poiché condivisibile al di là d’ogni limite di lingua, spazio e tempo.

Il fine precipuo che Castrovilli si propone è quello di attirare il lettore su una chiave interpretativa in grado di cogliere non tanto i comportamenti o fenomeni psicologici di singoli autori (la natura di questo o di quel comportamento), quanto un sistema generale di convenzioni che regoli, in modo chiaro, sano e armonico, il mondo esterno e quello interno di ogni individuo.
Nella scelta dei “casi”, l’autore si muove con grande disinvoltura tra i grandi e i piccoli scrittori, accomunati tuttavia da un sicuro spessore psicologico. Questi narratori e poeti, di generazioni diverse, hanno praticato una scrittura, per quanto collocata tra problematiche sociali e morali del tempo, che permette all’autore d’indagare negli oscuri meandri della coscienza – dove soggiorna l’angoscia personale dei personaggi e dei comprimari – ed è così che porta alla luce e decodifica dubbi e domande di particolare intensità emotiva.

Nella ricerca e nella stesura dei “medaglioni” è rilevante non solo la chiarezza dei limiti tra esigenze liriche e psicologiche, tra passioni e ideologie, tra soggettività e storia, tra pubblico e privato, tra vero e falso, ma si dipana, grazie ad un linguaggio agile e suadente l’indagine sulle motivazioni, sui rapporti, sugli stati affettivi, sui bisogni umani che ci forniscono le risposte attive e la chiave utile per leggere lo stato d’animo e il messaggio più autentico di ogni scrittore/poeta. Ed è così che veniamo aiutati a con-dividere le medesime emozioni e tali scrittori ce li sentiamo vicini, simili a carissimi amici. Di Emilio Gadda cogliamo la sua cognizione del dolore inteso come generatore di fobie,deliri e idee coatte. Possiamo conoscere Giuseppe Di Viesto, uno dei maggior autori di San Vito dei Normanni e ammiriamo il suo particolare estro creativo espresso in racconti, commedie e liriche in vernacolo ed in lingua. Egli canta la fatica di vivere, la ricerca d’identità, la volontà di riconoscersi in ciò che è autentico e ci incanta con il suo universo sentimentale pervaso da tutte le sfumature psicologiche dell’anima espresse in una ragnatela sonora che suscita emozioni profonde nell’anima di chi legge le sue opere, la sua poliedricità di interessi. In Michele Saponaro di San Cesareo di Lecce, coglie le emozioni del vagare quotidiano d’ogni uomo, la capacità non comune di esprimere aspetti sociali e psicologici e momenti non sempre idilliaci della realtà, difficoltà di convivenza, tormento della lontananza, solitudine, delusione e fermenti di rinnovamento. Di Sandro Penna (di Perugia) ci delinea la poesia del suo mondo emozionale. Rende a noi comprensibile il pianeta psicologico di Giulio Viola (di Taranto) caratterizzato da una cortina di paure, ansie gelosia, ostinazione. Importante è il suo messaggio volto a porre in evidenza come le difficoltà personali di relazione positiva tra coniugi giunga a turbare la normale crescita psicofisica dei figli. Di Amelia Rosselli (di Parigi) è delineata la misteriosa angoscia del vivere personale incastonato nell’enigmatico mondo interiore e di Paolo Di Salvatore (di Carmiano, Lecce) è delineata la voce inquieta che giunge dal profondo avvalendosi di una scrittura inquietante di derivazione psicologica, agile, asciutta, dominata da contrastanti stati d’animo. Ma Castrovilli ci presenta anche la poesia dei moti d’animo di Daniele Giancane e ci fa notare la sua capacità non comune di dar voce ai sentimenti ed alle emozioni e di valorizzare ciò che l’Io attinge dal Cosmo. Poi delinea gli effetti emotivi e sentimentali della scrittura di Mario Desiati (di Locorotondo). L’amore sensuale che domina in Enrico Bagnato di Lecce); la ricerca della felicità, presente in Marco Missiroli (di Rimini), le emozioni più segrete di Mariateresa Di Lascia (Rocchetta Sant’Antonio), i conflitti affettivi tra genitori e figli narrati da Paolo Giordano (Torino ), i flussi emotivi indagati da Elisabetta Liguori (Lecce) fino a giungere allo straordinario impegno civile unito alla memoria personale della scrittrice lucana Anna Santoliquido che scrive con l’intento di liberarsi dai fantasmi della civiltà di cui ha però conservato la spontaneità ed i valori e sempre cerca di alimentare i cuori e le menti degli esseri umani con sentimenti, passioni e fantasie.

A coronamento del testo è poi la voce dei sentimenti magistralmente espressa dall’opera letteraria di Luciano Pagano di Novara e dalla narrativa di Mimmo Tardio di Francavilla Fontana che scava in profondità nel proprio vissuto, apre la porta segreta del cuore ed affida all’io narrante sentimenti, emozioni e profonde riflessioni. Ed infine sentimenti, amicizia tradita e follia emergono nitidi dall’opera letteraria molto agile e fruibile di Giuliano Sangiorgi di Copertino noto come autore di tutti i testi e musiche dei Negramaro. Ancora una volta il prof.Castrovilli ci dona un lavoro di ricerca prezioso che tra l’altro ci rende fieri della presenza di tanti scrittori anche pugliesi capaci di renderci più capaci di esprimere sentimenti autentici e prevenire la sterile anestesia delle emozioni.

mercoledì 8 ottobre 2014

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Data: martedì 14 Ottobre 2014
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