“Macolé” di Laura Zavatta

“Macolé” di Laura Zavatta

Una giovane donna, di professione bibliotecaria, vive da sola con suo figlio partorito dopo una violenza sessuale subita in discoteca. Ma la sua vita tranquilla viene sconvolta, nel giro di pochissime ore, da un arresto e da una “missione impossibile” che la condurrà fino in Somalia e poi, di ritorno, sulla tratta percorsa da migliaia di profughi e migranti che dal corno d’Africa si dirigono verso le coste europee. Il nome di questa donna è Immacolata, che in dialetto foggiano diventa Macolé, come il titolo del primo romanzo di Laura Zavatta (Progedit, pp. 204, euro 20). Nata a Foggia nel 1962, l’autrice è docente di Filosofia del Diritto all’Università degli studi del Sannio. In precedenza, ha scritto e pubblicato vari saggi e monografie di stampo scientifico, tra cui: La pena tra espiare e redimere nella filosofia giuridica di Ugo Spirito (Edizioni Scientifiche Italiane, 2005); Colpa, pena e presagi d’amore nell’Umwertung di Nietzsche (Edizioni Scientifiche Italiane, 2007); Pena e giustizia nel concetto hartiano di diritto (Edizioni Scientifiche Italiane, 2011); Paradigmi di salvezza nella crisi della modernità (Giuffrè, 2014).
La vita della protagonista – già funestata dalla violenza subita ancora adolescente che la condurrà, a causa della rabbia del padre e delle malelingue del paese a lasciare il luogo di nascita, Orsara, per trasferirsi nella vicina Lucera – diventerà in pochi settimane infuocata fino a farle rischiare, in più occasioni, la vita. Tutto comincia con la relazione extraconiugale con un avvocato del luogo, sposato con una giudice del tribunale locale. Incidentalmente, Macolé, alla guida dell’auto del suo amante, decide di dare un passaggio all’amico Babu, giovane ragazzo nigeriano che sbarca il lunario con la vendita di cd e dvd, ma anche a un conoscente di quest’ultimo, il cui sacco però contiene ben altro: armi da inviare in Somalia per la guerra contro Al Shabab.
Macolé, che proprio pochi giorni prima si era occupata della guerra civile in Somalia per una rete televisiva locale con cui collabora, viene così arrestata con molteplici accuse, tra cui quella di traffico d’armi. A partire da qui, la storia narrata prende disinvoltamente la strada del romanzo d’avventura. Ritenuta colpevole e in stretti rapporti con un ignoto trafficante italiano soprannominato Cavour, Macolé sarà inviata in una pericolosa spedizione in Somalia. Successivamente, le toccherà attraversare il deserto per avvicinarsi alle coste del Nord Africa, condividendo le stesse atroci sofferenze dei numerosi migranti diretti in Libia.

Stefano Savella – PugliaLibre
www.puglialibre.it/2014/07/macole-di-laura-zavatta/

Data: venerdì 18 Luglio 2014
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