Sguardo psicologico, ovvero l’anima allo specchio

Sguardo psicologico, ovvero l’anima allo specchio

Sono ormai diversi anni che Enrico Castrovilli – peraltro noto per numerose pubblicazioni (di poesia, narrativa, saggistica) – ha intrapreso un nuovo e fruttuoso itinerario di critica letteraria che sta ottenendo una vasta eco. Si sa che nell’ultimo secolo la critica ha affrontato l’oggetto letterario da numerosi punti di vista (storicistico, formalistico, strutturalistico, linguistico, psicanalitico) ciascuno dei quali ha dato origine a ‘scuole’ di pensiero naturalmente attive soprattutto nelle Università.
Enrico Castrovilli individua un suo percorso che da una parte pare avvicinarsi alla dimensione psicanalitica, dall’altra se ne discosta ampiamente. In realtà, mentre la critica letteraria psicanalitica si interessa al ‘dato’ patologico dell’Autore (guardando all’opera d’arte come il risultato di nevrosi, complessi non superati, traumi infantili o addirittura psicosi) Castrovilli affronta anzitutto l’analisi dell’opera (più che dell’Autore), traendo dall’opera la complessità psicologia dell’Autore (emotività, sogni, progetti, relazioni). Quindi,’sguardo’ psicologico-ovvero l’anima allo specchio- e non psicanalitico: semplicemente l’arte come terapia di un malessere. A me pare che sia un’intuizione davvero straordinaria.
Venendo più direttamente al testo appena pubblicato da Enrico Castrovilli, ‘Scritti di psicocritica’ (ed. Progedit), qui vengono analizzate opere di ben ventitré autori, alcuni facenti parte della storia letteraria italiana (Carlo Emilio Gadda, Amelia Rosselli, Sandro Penna), altri appartenenti alla narrativa di autori pugliesi e lucani (Raffaele Nigro, Mario Desiati, Nicola Lagioia, Maria Teresa Di Lascia) o alla poesia meridionale(Enrico Bagnato, Anna Santoliquido), altri poco noti o addirittura(almeno per me) sconosciuti, ma questo è un ulteriore merito dello studio in questione: Castrovilli non ha ritenuto (a ragione) di rivolgere la sua attenzione soltanto verso gli Autori già ‘storicizzati’, ma di aprire ad autori e opere che lui – in qualità di critico cui spetta la scelta – apprezza. Così ‘Scritti di psicocritica’ diventa anche un ‘luogo’ di informazione e valorizzazione di scrittori poco noti.
Esempio: nel romanzo di Nicola Lagioia “Riportando tutto a casa” (Einaudi, 2009) Castrovilli legge la narrazione, che in sostanza è un ritorno al passato, un viaggio interiore, l’alternarsi di emozioni, per cui l’impianto narrativo è una guida per seguire l’io peregrinante tra persone e luoghi.
Qui è messo a fuoco anche il rapporto fra l’Autore e i suoi genitori, in cui ogni parola ed ogni gesto rimandano ad un sotteso atteggiamento dell’anima.
In ‘Tra le righe’ di Anna Santoliquido, Castrovilli vede una forma di intimismo e di ritorno all’infanzia, quasi per una esigenza di ‘debito antico’, recuperando gli anelli psicologici. Qui l’inquietudine – che pure c’è – è tenuta sotto controllo psicologico; in ‘Elegie per Lucilla’ di Enrico Bagnato il nostro critico coglie la rivendicazione del ruolo psicologico nel mondo e nel privato: Lucilla è l’erotismo sotto voce. E’ un viaggio alla ricerca dell’autostima, in un inarrestabile flusso di pulsioni e sentimenti, in una saggia ebbrezza esistenziale.
Ma ‘Scritti di psicocritica’ è esso stesso un viaggio dentro le pieghe psicologiche degli scrittori, come per ‘Passaggio in ombra’ di Mariateresa Di Lascia, autrice foggiana scomparsa prematuramente; e però quel suo romanzo – appunto “Passaggio in ombra”- fece scalpore e ancora è un punto di riferimento assoluto della narrativa degli ultimi cinquant’anni: Chiara, Anita, Peppina sono personaggi che non si dimenticano proprio per il loro scavo psicologico, la loro complessa personalità che rappresenta la personalità intricata della Di Lascia, fra ansie e intimi sentimenti, senza fronzoli e senza infingimenti.
Ugualmente fascinosi sono gli altri ritratti, che sta al lettore ripercorrere e riscoprire in questa nuova luce. Castrovilli ci guida nella vita ‘di dentro’ degli scrittori attraverso le opere, attraverso una scrittura che non è solo passatempo, ma carne viva,vita vera che succede ogni volta che apriamo le pagine delle opere degli autori esaminati. Una storia d’anime, oltre che una vicenda letteraria.

Daniele Giancane
La Gazzetta del Mezzogiorno

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