Lo stridente dilemma tra salute e lavoro

Lo stridente dilemma tra salute e lavoro

TARANTO – Cosa accade ad una città affacciata su “due” mari, sul mondo, pronta a spiccare il volo del futuro, catturata dal miraggio del benessere, ovvero da infinite possibilità lavorative… cosa accade quando si scopre non più privilegiata ma “vittima”, imbrigliata nel dilemma “lavoro o salute?”. Terribile, amaro, dilemma che non lascia scampo. E’ quello che accade a Taranto, ai tarantini. Una storia, un percorso per capire come è stato possibile arrivare ad un oggi segnato dalle morti a causa dei fumi dell’Ilva, “respiro” di quel gigante buono trasformato in mostro, che Tiziana Grassi ha iniziato dieci anni fa, quando con il volume “Dicono di Taranto. Semiotica del territorio. Lontananza. Appartenenza. Percorsi” (Provincia di Taranto-Ink Line, Taranto 2004), aveva raccolto le voci della città, tutte le voci in rappresentanza della città. Di una città che pulsava, che elargiva speranze di cui i giovani si nutrivano, avidi. Progetti, promesse, prospettive che avrebbero reso la città piena di attrattive turistiche, come merita, ed ovviamente di opportunità di lavoro… Poi, le ultime vicende legate all’Ilva, diventato un caso nazionale, che ha riportato Taranto sotto i riflettori. Ma questa volta, di speranze, non c’è più traccia. E Tiziana Grassi è tornata a riascoltare le stesse persone incontrate, intervistate dieci anni fa… sociologi, storici, magistrati, economisti, medici, giornalisti, marinai, giovani imprenditori. “Ritorno a Taranto, dieci anni dopo, spinta dal desiderio – e dall’urgenza – di essere accanto a tutti i miei concittadini sotto assedio, nello stridente dilemma che Taranto sta vivendo tra il diritto fondativo alla salute e la necessità di lavorare per vivere”. Queste le parole di Tiziana Grassi nell’introduzione a “Taranto. Oltre la notte”, edito da Progedit, con la prefazione di Enzo Persichella e le fotografie di Luciano Manna. Un libro che, nelle intenzioni dell’autrice, “intende rispondere, per quanto possibile, anche al bisogno di capire le dinamiche e le prassi – spesso inspiegabilmente implosive – di questa città, restituendo una anatomia fenomenologica di ciò che poteva essere e non è stato (…) Questo libro testimonia la “solidarietà carnale” – direbbe Corrado Alvaro – ai miei concittadini in questa fase difficilissima e dolorosa. L’ho scritto per dire ‘coraggio’ a chi è portatore di istanze di bisogni primari, e a chi può e deve ascoltarle per assumere decisioni nella complessità”. Numerosi gli interventi di personalità delle varie discipline che scandagliano la situazione di Taranto con analisi accurate: Giovanni Acquaviva, Maria Rosaria Chirulli, Sabrina Corisi, Biagio De Marzo, Carmelo Fanizza, Tiziana Grassi, Gaetano Lamanna, Giuseppe Marzano, Antonio Melpignano, Michele Mirelli, Roberto Nistri, Anna Paola Petrone Albanese, Vittorio Pollazzon, Sergio Prete, Luigi Quaranta, Vittorio Ricapito, Barbara Ricchiuti, Michele Romano, Vincenzo Rutigliano, Francesco Saracino, Cosimo Sebastio, Franco Sebastio. Le voci-testimonianza spaziano tra passato e presente, ambiente, mare, economia, lavoro, storia, cronaca sugli ultimi avvenimenti legati all’Ilva.
Toccanti, emblematici, gli scatti di Luciano Manna, anche lui tarantino come Tiziana Grassi, che è riuscito a cogliere il respiro della città, il profumo del mare, ed anche quello “mortale” dell’Ilva. La foto della copertina racconta una città assediata, una città in guerra. Con se stessa.
Nelle testimonianze, accorate, il dolore di assistere, giorno dopo giorno, all’agonia di una città “antichissima, bellissima, amatissima”, anche se “civicamente più volte tradita”. Eppure, in ogni parola, pensiero, emerge un seme di speranza, la speranza che Taranto possa, debba, curare le cicatrici di oggi, e tornare a volare. Come sottolineano le parole di Hannah Arendet a chiusura del libro: “Nel corso della mia appassionata vita ho guardato con preoccupazione al progressivo disgregamento delle certezze nella società, ma ho sempre nutrito anche tanta speranza nelle capacità umane di risollevarsi”.
Il libro è stato presentato a Taranto presso il Molo S. Eligio a Marina, presenti il professor Enzo Persichella, docente di sociologia all’università di Bari, che ha curato la Prefazione del volume; Gino Dato, editore Progedit; Salvatore Catapano, giornalista RAI e il dott. Luigi Romandini, dirigente della Provincia di Taranto, e a Roma presso la sede dell’Aiccr(Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), alla presenza di Giuseppe Abbati componente del Consiglio nazionale Aiccre; del sen. Roberto Di Giovan Paolo segretario della Commissione per le Politiche dell’Unione europea; Sandro Petrone giornalista Rai; Giuseppe Campanelli cofondatore dell’Associazione “Taranto Crea Consenso a Roma” e Goffredo Palmerini scrittore e componente del Cram (Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo).

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