Mal di terra: racconti fantasy tra incubi e horror

Mal di terra: racconti fantasy tra incubi e horror

Non è facile interessare e indirizzare i ragazzi adolescenti verso tematiche che coinvolgono il nostro ecosistema, nella loro fascia d’età si incontrano lettori affascinati decisamente da altri argomenti; centra però sapientemente l’obiettivo Mal di terra di Andrea Biscaro (edito da Progedit) ed illustrato egregiamente con tratti decisi da Carmela Leuzzi. Venendo incontro ai gusti e a un tipo di letteratura che coinvolge e lascia inchiodati pagina dopo pagina, senza mai perdere di mira contenuti di estremo spessore. Fantasy e horror miscelati ad incubi e qualche sogno ad occhi aperti da cui ci si risveglia quasi risollevati. Atmosfere noir che si ripetono con voluta ripetitività in ogni racconto, cinque storie il cui filo rosso è un costante segnale d’allarme: la terra è malata, in reale pericolo, e non si esclude possa un domani (neppure troppo lontano) ribellarsi generando mostri, abnormi creature che una lontana leggenda chiama ad esempio Kraken. E’ il nostro modo di vita che deve cambiare.
Un messaggio che seppur forte – come quello lanciato in “Ciminiera” – è comunque alla fine carico di speranza. Se l’uomo “si sveglia”, se soprattutto i ragazzi prenderanno coscienza di quello a cui andremo incontro, il mondo avrà un futuro migliore. Forse basta poco, anche smettere di fumare come decide di fare Marz lasciando perdere di emulare gli amici nascondendosi “In soffitta” con il pacchetto di sigarette da finire magari la sera prima di addormentarsi. E quel vuoto che l’operaio percepisce all’interno della sua fabbrica di pesticidi dove lavora è carico di morte, vero, ma è di monito, in ricordo di un disastro industriale di entità incredibile del 1984, non così lontano in fondo dalle vicende e conseguenze sulla salute di un’intera comunità oggetto in questi mesi delle prime pagine di cronaca sull’ Ilva a Taranto. Poi c’è Matilde, la tenera e tenace bambina dal “pollice verde”, a tal punto così attenta a ciò che la circonda da rendersi conto – in una notte tormentata – di avere una mission, continuare a salvaguardare la bellezza e l’importanza di un bosco, un tempo una discarica di cui il nonno le rivela a sorpresa l’esistenza. Insomma non è così folle, è davvero possibile, in concreto, voler bene a se stessi e al prossimo; Sasà, lo spazzino, ci riesce umilmente lavorando di notte, salvando dalla curiosità morbosa dei mass media un angelo. Sì, un essere indifeso caduto sulla Terra che decide di proteggere e nasconde in un casolare in attesa che si svegli. Le sue ali, grandi, bianchissime si trasformeranno in un mezzo prezioso, utile a svolgere ancora meglio il compito dell’uomo e fargli vivere un’esperienza unica. Sarà premiato per il suo costante impegno e per la sua generosità: la metafora della scopa fatta di piume finissime lasciata in regalo dal suo misterioso ospite non può che far riflettere e lasciare un segno negli animi, tutto ciò che sta accadendo può essere spazzato via, il Mal di terra è“curabile” ed ha la sua medicina.
Andrea Biscaro, Mal di terra, (illustrazioni di Carmela Leuzzi). Progedit, 2013, pp.96, 16,00 euro

Data: mercoledì 19 Giugno 2013
Fonte:
www.ambienteambienti.com
Autore:
Felicita Scardaccione
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