‘Senza riserve. Geografie del contatto’, di Lorena Carbonara

‘Senza riserve. Geografie del contatto’, di Lorena Carbonara

All’incrocio di quante direttrici si può collocare l’identità di ciascuno di noi? In quanti modi è possibile declinare la propria appartenenza? Identità di genere, orientamento sessuale, appartenenza razziale, per esempio.
È il tipo di incrocio al centro del quale si collocano le scrittrici Gloria Anzaldúa (chicana), Paula Gunn Allen (nativa americana), Audre Lorde (africano-americana), scrittrici di cui Lorena Carbonara, studiosa dell’Università degli Studi di Bari, ha selezionato e tradotto dei brani per proporli, corredati di esaustive note introduttive, in Senza riserve. Geografie del contatto (Progedit 2013).
Interessante è soprattutto la chiave di lettura della curatrice, che accosta alla particolarità della condizione delle scrittrici quella della donna meridionale: se geograficamente distanti, gli USA e la Puglia ripropongono in alcuni luoghi le stesse dinamiche di emarginazione, sicché il Salento tarantato è una variante sul tema della manifestazione di disagio delle zone liminali degli Stati Uniti.
Le scrittrici selezionate e riproposte da Carbonara aiutano a identificare alcune delle problematiche connesse ai movimenti di cui fanno parte: come nere sono accusate di militare per il femminismo e non per la causa black, come donne sono ulteriormente ghettizzate perché omosessuali. E devono inventare una nuova lingua perché non possono sconfiggere il nemico con le sue stesse armi: non possono perché la tradizione messicana, per esempio, usa come intercalare l’espressione chingada, ‘fottuta’, riferita alla traduttrice che ha venduto il suo popolo al nemico, offrendosi come intermediaria linguistica. Una donna accusata di aver tradito il proprio popolo, il capro espiatorio di una nazione.
Le tre scrittrici devono costruire dei nuovi strumenti linguistici e narrativi, allora, per affrontare il ‘nemico’ ad armi pari, e devono ricostruire genealogie che le ricolleghino a divinità femminili e alla madre terra, devono intessere le proprie storie per dar loro un nuovo senso. La selezione antologica di Lorena Carbonara consente di approcciarsi alle complesse tematiche connesse alle questioni di genere, razza e identità sessuale offrendo una panoramica variegata, incentrata sul concetto di margine, di confine, di linea di separazione ma anche porosa e permeabile.
L’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ è molto attenta agli Studi di genere, avendo anche creato un Archivio di genere (qui, a p. 16, un articolo di approfondimento su «Pool Academy»)

Data: martedì 21 Maggio 2013
Fonte:
libri-bari.blogautore.repubblica.it
Autore:
Carlotta Susca
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