Letteratura del Novecento in Puglia – Ettore Catalano

Letteratura del Novecento in Puglia – Ettore Catalano

La recensione: Letteratura del Novecento in Puglia – Ettore Catalano – Progedit editore.

Un’impresa editoriale di grande respiro quella in cui si è lanciato Ettore Catalano con Letteratura del Novecento in Puglia (Progredit 2009). Scopriamo che accanto alla grande letteratura del 900 che si studia nei libri a scuola, ne esiste un’altra, specchio di una regione in crisi. La Puglia contadina viene messa a nudo da scrittori “in fuga” come li definisce Nigro, perno della nostra storia letteraria. “Se si escludono i casi Vittorio Bodini, Tommaso e Vittore Fiore, Maria Marcone, Giorgio e Nicola Saponaro e Nino Casiglio, la letteratura pugliese aveva fatto perno su poeti e scrittori per lo più in fuga e su alcuni altri fuggiti e poi rientrati per costruire qualcosa, come era accaduto a Girolamo Comi e al gruppo dell’«Albero», con Maria Corti, Vittorio Pagano, Rina Durante. Ma tanti altri erano emigrati altrove, avevano narrato le difficoltà della provincia che passava dall’aratro alla scrivania, uomini come Nino Palumbo, Raffaele Carrieri, Marino Piazzolla, Biagia Marniti, Giuseppe Cassieri, Aldo De Jaco, Carmelo Bene. Dunque si faceva fatica a parlare di una tradizione letteraria radicata, di una Puglia presente nella storia letteraria nazionale.” ”Il manuale fa luce su una Puglia, non dunque “terra di formiche” come era stata definita da Tommaso Fiore, ma fertile, schiacciata dai dettami editoriali di Benedetto Croce. Il volume traccia la storia della letteratura dal 1970 perché, come spiega Catalano nell’Introduzione: "a noi è parso opportuno fare un piccolo passo indietro, prendendo come terminus a quo quel 1970 più volte indicato (morte di Bodini, creazione dell’istituzione regionale, effetto ancora dirompente promosso dal sessantotto della messa in crisi dei modelli di una vecchia cultura) per poter capire meglio i processi del presente e affrontare con maggior consapevolezza, senza strumentali semplificazioni e inopportuni manicheismi e gelosie generazionali, la vivacità contemporanea nella sua globalità di espressione" Una letteratura dimenticata, persa tra le pagine dei grandi nomi novecenteschi, tramandata nella cultura popolare e oggi, finalmente, ricordata. “Abbiamo vissuto, ma abbiamo vissuto così intensamente questi ultimi quarant’anni che non ci siamo accorti di aver piantato una foresta di alberi più grande dell’Amazzonia.” (Nigro) . Marika Del Zotti

Data: mercoledì 9 Gennaio 2013
Fonte:
www.brindisinews.com
Autore:
Marika Del Zotti
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