Medicina, codice etico già ai tempi di Federico II

Medicina, codice etico già ai tempi di Federico II

 

L’intervista – Nel suo ultimo libro una rassegna di vicende curiose e istruttive

MEDICINA, UN CODICE ETICO GIA’ AI TEMPI DI FEDERICO II

L’indagine di Alfredo Musajo Somma svela il nesso fra  storia e deontologia

C’è ancora qualcuno disposto ad occuparsi di etica in medicina. C’è ancora chi ritiene che solo indagando le radici delle arti sanitarie è consentito un loro ulteriore sviluppo. Lo fa ad esempio Alfredo Musajo Somma, professore aggregato di Chirurgia plastica nell’Università degli Studi di Bari, nel saggio La riscoperta storico-medica. Etica e storie della medicina, appena uscito in libreria da Progedit. Non è un classico libro di storia della medicina, quanto un’interessante rassegna di approfondimenti e di vicende curiose e istruttive che svelano ad ogni capitolo il nesso evidente tra storia ed etica medica.

D. Professore, lei insegna Storia della Medicina per affidamento accademico dal 1990. Si impara dalla storiografia medica a non smarrire mai la stella polare dell’etica professionale e/o della ricerca in medicina?

R. L’accurata indagine storico-medica consente la documentazione delle malattie nei periodi storici che ci precedono; e relaziona l’evoluzione biologica dell’uomo con le trasformazioni sociali, culturali, ambientali e comportamentali delle comunità umane del passato, nel complesso tentativo di ricostruire la storia biologica della salute umana. La ricerca della salute è scienza e cultura sociale!

Se ancora oggi incresciosi episodi di cronaca vedono alcuni medici sanzionati dai tribunali per casi di comparaggio – accordi illeciti per prescrivere a pazienti farmaci il cui utile è dubbio per la salute ma chiaro per gli interessi personali di chi prescrive e vende i presidi terapeutici – è anche perché non ci si ricorda che l’imperatore svevo Federico II, nei suoi Decreti Augustali del 1224, aveva già determinato le sanzioni da comminare a medici e farmacisti che si accordano prescrivendo farmaci per trarre utili a danno dei pazienti.

Del resto, già nel II millennio a.C. il codice di Hammurabi indicava le sanzioni da applicare a medici e chirurghi quando veniva procurato un danno nell’esercizio medico ad ogni uomo, schiavo o libero che fosse. Gli interessi della ricerca medica devono essere sorvegliati da un controllo sociale. In Italia le prime regole etico-deontologiche furono redatte nel 1903 e sono state costantemente aggiornate. La libera circolazione dei medici nell’Unione europea segnerà un rinnovato confronto per rendere omogenee norme etiche e deontologiche, basate sui precetti del giuramento d’Ippocrate.

D. L’interesse per l’intelligenza artificiale e le reti neurali, esplicito nel suo libro, come si concilia con quello storico-medico?

 

D. Qual è il compito e il destino della Storia della Medicina e delle cosiddette discipline umanistiche nella formazione del medico del 2000 ?

R. Una possibile risposta è che in un momento di così grande tecnicismo in campo biomedico, in cui spesso si attenua il rapporto medico-paziente, a riflettere sui problemi teorici che la pratica medica quotidiana suscita – specie per le sue motivazioni etiche – sono chiamati oggi non solo i medici con il camice bianco, ma anche i medici dell’anima, i filosofi, gli eticisti, gli epistemologi, i giuristi, gli storici della medicina, perché la storia diventi una chiave di lettura della medicina possibile. Per questo la storia della medicina è giustamente diventata disciplina obbligatoria in tutti i corsi di laurea che afferiscono alle facoltà mediche.

R. Non si può delegare alla tecnologia la soluzione dei complessi problemi di tutela della salute, la profilassi delle malattie, il benessere socio-sanitario di una popolazione, la terapia delle malattie da “transizione epidemiologica” (la vecchiaia e i suoi acciacchi sostituiscono spesso le infezioni del passato). L’informatizzazione di ogni attività sociale ed il nuovo alfabeto che il computer domestico illustra alle nuove generazioni costituiscono il presente e il futuro corredo del medico nella sua attività. In realtà la ricerca medica mutua modelli e paradigmi dal ragionamento clinico a fatti obiettivi e percorsi matematici e quei modelli diventano strumento per interpretare le osservazioni e i problemi, oltre che ispirazione per nuovi programmi di ricerca medica. Anche per questo il dibattito storico aiuta a definire il concetto di salute e di malattia sviluppando l’analisi informatizzata a modelli medici.

Data: martedì 27 Febbraio 2007
Fonte:
Corriere del Mezzogiorno
Autore:
Edoardo Altomare
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