Un almanacco al ritmo lento della tradizione

Un almanacco al ritmo lento della tradizione

Lunari di Puglia
Un almanacco al ritmo lento della tradizione
 
Un anno non è il tempo necessario alla sua lettura. E nemmeno quello sufficiente a ricostruirne la storia. Ma soltanto la maniera giusta per fermare il tempo sulle pagine di un almanacco, con la pretesa di scandirlo al ritmo lento della tradizione. Sono i mesi dell’anno i custodi dei gesti quotidiani e del ritmo di vita di una civiltà. Che agisce e si muove nel rispetto della natura che la ospita.
Lo sanno bene i tre autori di Lunari di Puglia (ed. Progedit): Vittorio Stagnani, giornalista ed esperto di tradizioni e gastronomia, Vito Maurogiovanni, scrittore e drammaturgo, e Nino Lavermicocca, saggista e studioso di arte e di storia.
Si ritrovano a lavorare fianco a fianco, nel tentativo di dar voce al territorio. “Un territorio che stiamo dimenticando – ammoniscono gli autori – ma il suo ricordo va mantenuto vivo nel tempo”.
È per questo che nasce l’idea del Lunario che racconti la Puglia in dodici mesi, e accresca la consapevolezza di sé in chi la abita. Ogni mese del Lunario racconta i sapori delle tavole imbandite di prodotti tipici pugliesi. La gastronomia diviene il ritratto di una saggezza popolare, che muove i passi anche dalla tradizione culinaria. Insieme con i suoi santi e le sue cattedrali, gli autori delineano un itinerario realmente vissuto e sempre nuovo.
Anche agli occhi del navigato esploratore, dunque, nulla appare mai scontato: “Nonostante i miei ripetuti vagabondaggi in lungo e in largo per la regione – racconta Vittorio Stagnani – la Puglia non riesco mai a scoprirla per davvero”.
Nel libro si passano in rassegna le sagre, i sentieri puntellati di masserie e i musei da visitare. I fiori che indicano il trascorrer delle stagioni e persino gli animali che vivono in Puglia. In un viaggio così avvincente, è meglio portare un corredo di proverbi buoni per ogni occasione. E una guida esperta che sappia “dove andare”. Non poteva mancare infatti a Lunari di Puglia una preziosa selezione di locande in cui l’ospitalità è offerta dalla casa.
Lunari di Puglia è un libro da leggere ogni mese e per tutto l’anno. “Da tenere in cucina”, suggerisce Maurogiovanni, autore delle sezioni scritte “in punta di penna”, in cui lo scrittore barese racconta storie a metà tra leggenda e realtà.
Non ha un principio ma un solo fine: levare ogni curiosità al lettore.
È come se i nostri antenati svelassero i segreti tenuti nello scrigno inespugnabile della memoria. Quella della civiltà contadina. Del resto, “sono contadini tutti quelli che fanno le cose, che le creano, che le amano, che se ne contentano”, per dirla con Carlo Levi (L’Orologio, 1989).  
Ma raccontare non è un dono che ha solo la scrittura: a rafforzare la carica evocativa del Lunario, gli acquerelli di Stagnani dipingono aspetti della Puglia con la forza della semplicità. Nel mese di dicembre, emblematico è il paragrafo dedicato alle sagre: Prime de Natale né fridde né fame; ma da Natale lavande, fridde e fam a tutte quande. Il proverbio, niente affatto votato al pessimismo, avverte solo che dopo Natale il freddo arriverà per tutti. Ma prima ci sarà da riscaldarsi con la Fest’ du caudjell, la festa della bruschetta di Foggia, con tanto di recapiti della Pro loco e una minuziosa spiegazione delle origini della sagra.
O ancora la ricetta del capitone arrosto e della tipica “tiella” di patate riso e cozze da cucinare nell’antico tegame di terracotta. E per chiudere, un bel brindisi che suona come una filastrocca, quando Alle vindicinghe nasce u Redentore, fazze nu brinnese a tutt chiss signure.
Vincenzo Chiumarulo
 
 
Data: sabato 9 Dicembre 2006
Fonte:
Corriere del Mezzzogiorno
Autore:
Vincenzo Chiumarulo
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