Lunari di Puglia – Un libro sulle tradizioni

Lunari di Puglia – Un libro sulle tradizioni

 
 
LUNARI DI PUGLIA – UN LIBRO SULLE TRADIZIONI
 
Il suo riferimento più antico potrebbe essere al lunario ebraico, il più antico annuario delle civiltà mediterranee e mediorientali. Per i nostri tempi esce in libreria “Lunari di Puglia” di Nino Lavermicocca, Vito Maurogivanni e Vittorio Stagnani edito da Progedit (pagg. 224, illustrazioni a 4 colori, euro 16). Un archeologo, uno storico e drammaturgo ed un giornalista esperto di tradizioni popolari per un volume che rammenta storia e leggende, costumi e proverbi, itinerari di sagre della regione. E che racconta di profumi e colori, ricette, santi, feste e festival, porti e musei come per raccogliere uno scrigno prezioso che si tema vada perduto per sempre. Gli autori – Stagnani è anche inedito autore degli acquerelli che aprono il sipario su ciascun mese ed illustrano la pubblicazione – spalancano una finestra colorata su una Puglia che rischia di scomparire dall’immaginario collettivo. In prima di copertina una taranta, il ragno che ha fatto grande il Salento, a sgambettare su un tamburello. In quarta, un mazzetto di peperoncino. Primo capitolo: gennaio, “dodici sono i mesi, tredici le lune; la notte lunga quando sei a digiuno.” Appena pubblicato, il volume vede editore ed autori in partenza per un grand tour di presentazioni. Tra le tappe, segnaliamo quella di lunedì 4 dicembre alle 17, 30 a Palazzo Simi (strada Lamberti) e quella di martedì 19 al Dolceamaro Caffè d’Arte (via S. Francesco d’Assisi) con la lettura di alcuni brani affidata a Carmela Vincenti.
“Prima di essere il titolo di questa pubblicazione – ci spiega l’editore Gino Dato – Lunari è il nome di una nostra collana che accoglie libri poco tradizionali, dei ‘lunari’ dei nostri giorni. In passato si chiamavano così i ‘segnalune’ che scandivano, appunto sui ritmi della luna, le fasi del lavoro nei campi, delle feste, i passaggi delle stagioni, lo scorrere della vita e del lavoro. Ecco, con la nostra collana e con questa pubblicazione proviamo a riappropriarci di questi momenti”.
“Il genere di pubblicazione ha anche un suo riferimento storico-letterario nei quattrocenteschi ‘libri delle ore’- ci ha invece spiegato Lavermicocca – . Abbiamo voluto combinare ambiti differenti che normalmente non convivono nella stessa pubblicazione: beni culturali, gastronomia e tradizioni popolari. E, volutamente abbiamo fatto in modo che non si distinguessero facilmente i diversi contributi dell’uno o dell’altro autore. Il risultato è una miscela ben costruita di diversità, metafora dell’identità pugliese”.
 

Data: lunedì 4 Dicembre 2006
Fonte:
La Gazzetta del Mezzogiorno
Autore:
Maria Paola Porcelli
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